WWF: al via la petizione per la difesa dei mari

Su Io Vivo Green ci siamo ritrovati molto spesso a parlare di plastica e inquinamento dei mari. Si tratta infatti di un problema molto serio, che mette sempre più a rischio la qualità e la salute delle acque, oltre a compromettere la vita di numerose specie che qui vivono.

Per questo motivo il WWF ha dato il via ad una petizione online per chiedere la messa al bando delle plastiche monouso ed un intervento attivo del Governo in tal senso.

Inquinamento da plastica? Guardiamo un po’ di numeri

Solo nel Mediterraneo, il 95% dei rifiuti marini è costituito da plastica, che mette in pericolo 134 specie (nel mondo salgono fino a 700), vittime di indigestione. Tra queste, la tartaruga marina è quella più a rischio, poiché scambia i sacchetti per cibo. Se guardiamo poi i numeri relativi al consumo di plastica, l’Europa, secondo produttore al mondo di questo materiale, decisamente non tutela i suoi mari, oltre a contribuire in maniera massiccia alla crescita annuale del Vortex, la grande isola di plastica nel Pacifico. Infine, se guardiamo il nostro Paese, gli italiani sono dei grandi amanti della plastica: ogni anno si consumano infatti 2,1 milioni di tonnellate di imballaggi, che in gran parte vanno a finire nei nostri mari.

Insomma, i numeri parlano chiaro: la situazione non è delle migliori. È necessario correre ai ripari, il prima possibile.

WWF: tutti insieme contro la plastica

L’obiettivo del WWF è coinvolgere i cittadini nella battaglia contro la plastica e chiedere al Governo di diventare un interlocutore attivo per la tutela dei mari. Se infatti molte realtà locali si sono già attivate, bandendo l’uso e la vendita dei contenitori monouso (ad esempio nella Isole Tremiti o in alcuni comuni siciliani), è tuttavia necessario un intervento più esteso e capillare.

Il WWF chiede al Governo di fare pressione sulla Commissione Europea affinché applichi la Direttiva del maggio 2018 per vietare almeno 10 prodotti monouso in plastica: in questo modo, oltre ad evitare un danno ambientale pari a 22 miliardi di euro, ci sarebbe per i cittadini europei un notevole risparmio di 6,5 miliardi entro il 2030. Il WWF chiede inoltre l’introduzione in Italia sulla cauzione degli imballaggi in plastica, così da avviarli a sicuro smaltimento, e la messa al bando delle microplastiche nei prodotti di uso quotidiano (come cosmetici e detergenti). Infine, l’associazione ambientalista chiede il recupero e smaltimento degli attrezzi da pesca “fantasma”, cioè dispersi nei mari.