Iraq: i giovani a sostegno dei fiumi

La siccità, i cambiamenti climatici e una cattiva gestione delle risorse idriche minano seriamente la vita di fiumi come il Tigri e l’Eufrate, che rischiano di prosciugarsi. Ma i giovani iracheni non ci stanno, non sono infatti disposti ad arrendersi e a rassegnarsi, non vogliono in alcun modo perdere quello che è il loro patrimonio ambientale.

L’acqua è un bene prezioso, una priorità da salvaguardare ad ogni costo, ma la politica locale fa ”orecchie da mercante” e non se ne occupa. Ad oggi la situazione è questa: non esistono metodi di irrigazione moderni, da qui l’enorme spreco idrico, e il 70% dell’acqua è controllato da Iran e Turchia che gestiscono le dighe e gli affluenti in maniera sconsiderata addirittura, a volte, cambiandone il percorso.

E così la portata d’acqua di Tigri ed Eufrate si riduce drasticamente e le paludi mesopotamiche (patrimonio dell’UNESCO) rischiano di scomparire a breve. Se queste ultime si prosciugassero oltre al grave danno ambientale le conseguenze sarebbero nefaste sia per le popolazioni che vivono nei dintorni, costrette ad emigrare, sia per i bisonti d’acqua dolce, che si estinguerebbero.

Nel 2012 nasce l’Iraq Civil Society Solidarity Initiative, una rete di giovanissimi attivisti (età massima 29 anni) impegnati a difendere la salute dei loro fiumi. Grazie alla collaborazione con altre associazioni non governative irachene hanno dato vita alla campagna Save the Tigri and Iraqui Marsches per la salvaguardia del loro patrimonio idrico locale. Hanno poi creato il Festival delle Paludi di Chibayish, località a 400 km a sud della capitale, importante evento culturale.

Il loro impegno non è passato inosservato e con il tam tam dei social si è diffuso in tutto il mondo. La caparbietà e tenacia di questi giovanissimi attivisti ha portato a risultati che fanno ben sperare per il futuro: si è giunti infatti a mettere in agenda un Forum sull’Acqua delle Mesopotamia che si svolgerà, nella regione più a nord dell’Iraq, ad aprile. Un momento di dibattito, dialogo e confronto internazionale su queste importanti tematiche.