In Emilia il primo stabilimento di bioplastica

Oggi più che mai, l’Italia ha a cuore l’ambiente e la sostenibilità. Un esempio concreto è lo stabilimento di Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna dove si produce bioplastica da fonti vegetali, scarti e CO2 atmosferica.

L’anidride carbonica nell’atmosfera, qui è usata come fonte di carbonio per produrre bioplastica interamente biodegradabile. L’idea è venuta in mente dalla collaborazione tra BIO-ON e Hera due aziende, made in Italy al 100%, che hanno unito gli sforzi per creare la Lux-on, la società che si occuperà della industrializzazione e della vendita di questo nuovo materiale. Ma osserviamo più da vicino questa novità.

Si tratta di un nuovo biopolimero di qualità denominato, dagli addetti ai lavori, PHAS (poliidrossialcanoato) creato tramite un procedimento altamente tecnologico da scarti di lavorazione agricola come melissa di barbabietole, frutta, glicerolo, canna da zucchero e addirittura olio di frittura esausto. L’intero procedimento di trasformazione si avvale di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici e dall’impiego di fuel cell tramite cui l’energia solare produce idrogeno che viene poi ritrasformato in energia elettrica da utilizzare di notte quando i pannelli solari non possono funzionare.

Il settore della bioeconomia è in crescita e l’Italia si sta facendo strada in questo nuovo mercato grazie ad idee innovative e al coraggio di giovani ed intraprendenti imprenditori, che vogliono trasformare in realtà i loro sogni green e non hanno paura di combattere per la salvaguardia del pianeta.