La medicina orientale mette a rischio i cavallucci marini

Pur essendo considerati da tempo animali in via di estinzione dalla Convention on International Trade in Endangered Species, i cavallucci marini continuano ad essere pescati.

Le stime sono spaventose, parliamo infatti di 35 milioni di esemplari che ogni anno finiscono nelle reti di pescatori senza scrupoli. Catturati e fatti essiccare, i cavallucci finiscono nei negozi o sui banchi dei mercati orientali, dove vengono poi venduti come ingredienti, dalle proprietà curative, per la medicina tradizionale cinese.

E così questi simpatici animaletti devono riuscire non solo a contrastare habitat a loro ostili a causa dell’acidificazione delle acque e sopravvivere all’inquinamento degli oceani, ma anche essere oggetto di una pesca incontrollata e indiscriminata. Il risultato non può che essere l’estinzione: fenomeno che comporterebbe un grave danno all’intero ecosistema marino.

Protagonista in passato di leggende e fiabe, il cavalluccio marino va tutelato in ogni modo e al più presto. Diffondere il messaggio, tramite i mass media, sull’urgenza della salvaguardia di questa specie con eventi, articoli o conferenze, potrebbe essere un primo passo rivolto a modificare la forma mentis di persone ancorate a tradizioni ormai obsolete che di scientifico hanno ben poco.