Il Project Natick giunge alla fase 2

L’avveniristico Project Natick della Microsoft, che prevede l’installazione di un datacenter sott’acqua, nel mare, è giunto alla seconda fase. 

La prima fase è consistita nel creare un prototipo sperimentale e posizionarlo ad 1 km dalla costa pacifica statunitense. Si è visto che il funzionamento era ottimale e contemporaneamente l’impatto ambientale era pari a zero.

Via libera, dunque alla seconda fase: stavolta si è pensato di implementare un datacenter sottomarino in Europa, al largo delle isole Orcadi a nord della Scozia. Qui la temperatura marina è più bassa di quella del Pacifico e poi l’energia proviene da impianti eolici e solari.

I datacenter sono situati in container subacquei, appositamente costruiti per tollerare la pressione marina, interamente alimentati da energie rinnovabili, totally green e ad emissioni zero.Vengono poi raffreddati con un sistema, di solito utilizzato per i sottomarini, tramite cui l’acqua viene fatta circolare in alcuni radiatori collegati al server rack e poi espulsa di nuovo in mare.

La prima centrale di dati in mare contiene quindi 864 server alimentati in modo green, la cui sicurezza è garantita da sistemi di crittografia testati. Nel prossimo anno un team di esperti monitorerà il loro funzionamento e l’impatto ambientale sui fondali marini.