WineLeather, il tessuto che nasce dal vino

Una vera rivoluzione green è in atto nel mondo del fashion e stilisti, artigiani e coutouriers hanno risposto prontamente alle nuove esigenze ecologiche degli amanti della moda. 

Si è giunti così a realizzare una pelle totalmente vegetale ricavata dagli scarti della vinificazione, per capi, borse ed accessori.

La WineLeather, che si è aggiudicata il premio”Global Change Award” per la moda sostenibile, è una scoperta tutta Made in Italy. Del resto il nostro paese è uno dei più grandi produttori di vino, perché dunque non approfittarne per sfruttare al meglio le fibre e gli oli provenienti dalle vinacce?

Grazie a ricerche scientifiche e chimiche, si è visto che questa simil pelle ha un livello di qualità superiore rispetto a quella sintetica e alle pelli di animale, diventando così a giusto titolo una più che valida alternativa. Senza contare poi che la WineLeather è rinnovabile, ha un basso impatto sull’ambiente e per produrla non si usano né petrolio né altre sostanze dannose per l’ambiente, dunque non inquina. Anzi, gli scarti della vinificazione ritornano in circolo diventando una risorsa, come insegna l’economia circolare. 

Dal punto di vista economico, produrre la WineLeather è molto vantaggioso e può portare a notevoli vantaggi sia per l’industria agroalimentare, diminuendo la quantità di scarti da eliminare, sia per l’industria conciaria che non consumerebbe grosse quantità di acqua e in più potrebbe continuare ad avvalersi dei macchinari già in uso, solo modificandoli appena.

La moda che ama la Natura è una realtà sempre più presente, e la creazione di nuovi materiali a impatto zero è la prova concreta di una nuova sensibilità che si sta diffondendo a macchia d’olio.