Anche in Italia arriva il vuoto a rendere

Finalmente l’Italia si mette al passo con i paesi del nord Europa: è arrivato anche da noi il vuoto a rendere! 

Tutto nasce dalla proposta chiamata “Vetro Indietro”, fatta dal Consorzio Produttori e Distributori di bevande, insieme alla Confcommercio e a Legambiente. Questo progetto durerà un anno ed è su base volontaria. È rivolta bar, ristoranti e locali pubblici, i cui gestori che aderiranno contribuiranno alla salvaguardia del pianeta e dell’ambiente. Li riconoscerai da un’etichetta green che avranno all’ingresso.

Ma in cosa consiste il vuoto a rendere, in pratica? Il consumatore che compra una birra o dell’acqua minerale, in bottiglia di vetro (per un volume di 200 ml o 1,5 litri), versa al momento dell’acquisto una cauzione. Dopo, se riconsegnerà il vuoto al negoziante, riceverà indietro la cauzione (di solito 15 o 25 centesimi) che potrà tramutarsi in credito per futuri acquisti. Le bottiglie destinate al vuoto a rendere, saranno un po’ più spesse, per evitare di compromettere funzionalità e sicurezza. Vanno riconsegnate pulite, verranno poi sterilizzate e potranno essere riutilizzate per ben 10 volte. Una volta riusate e rovinate, saranno riciclate come vetro.

Il vuoto a rendere è un ottimo esempio di economia circolare: contemporaneamente, infatti, si hanno molteplici vantaggi sia per l’ambiente che per il consumatore. Si evita infatti, la produzione di nuove bottiglie, che causerebbe un alto dispendio d’energia con conseguenti danni per l’ambiente, soprattutto per aria ed acqua. E poi non ci saranno più lunghi trasporti verso le discariche, quindi meno emissioni di anidride carbonica e meno sprechi. 

Dal punto di vista del consumatore sono previsti vantaggi economici niente male: Tarsu e Iva diminuiranno e uno studio inglese ha ipotizzato una riduzione delle spese riguardanti lo smaltimento e il conferimento dei rifiuti pari a ben 39 milioni di euro all’anno. Dunque meno sprechi, minor costi energetici di produzione e più tutela per l’ambiente, cosa desiderare di più?

In Germania questo sistema di riciclaggio è ben noto già da anni, e nei supermercati è facile trovare una macchina che legge il codice a barre della bottiglia che viene resa e consegna al cliente uno scontrino con sconto pari alla cauzione versata, da applicare alla cassa.

Alcune regioni italiane, più attente alle tematiche ambientali, hanno sperimentato la vendita del latte in bottiglie di policarbonato che conservano bene il latte, sono infrangibili e con il sistema del vuoto a rendere possono essere utilizzate per ben 80 cicli, ottenendo un enorme successo.

Una normativa che rispetti l’ambiente e le esigenze del mercato e dei consumatori è il primo passo per un mondo più green, cerchiamo di metterla in pratica!