One Goose Revolution: via all’agroforestry

L’Università di Perugia, nel corso della manifestazione “Fa la cosa giusta!” sul consumo consapevole, ha presentato i risultati del progetto One Goose Revolution

Nasce prendendo spunto dall’Agroforestry, fenomeno dei cari e vecchi anni ’70 che prevedeva le consociazioni di coltivazioni diverse (arborea e erbacea insieme), ma oggi invece viene reinterpretato: si è pensato, infatti, di allevare gli animali insieme alle piante.

Il progetto prevede l’inserimento di oche nelle vigne e polli e tacchini negli oliveti. Ma vediamo più da vicino come si articola questa novità: per otto mesi all’anno, le simpatiche oche razzoleranno per le vigne almeno per otto ore al giorno. I benefici saranno molteplici e reciproci: le oche elimineranno le piante infestanti, i parassiti e gli insetti dannosi per le vigne, concimando il terreno in maniera naturale e contemporaneamente saranno più in salute perché assimileranno sostanze antiossidanti come omega3.

Ma in concreto come si svolgerà la vita in queste vigne green? Per ogni ettaro di terra ci saranno un centinaio di oche (un numero più elevato sarebbe dannoso per le piante) che andranno a spasso tranquille e indisturbate. Non ci sono infatti mezzi meccanici, si è tornati ad una coltivazione tradizionale, per non spaventare e stressare gli animali con il rumore e per non produrre combustioni fossili. Le razze di oche prescelte per il progetto sono quelle più rustiche, abituate alla terra: l’oca romagnola, la padovana e quella di Tolosa.

I polli e i tacchini, visto che prediligono terreni più secchi, vengono invece collocati negli oliveti, e si è registrato un aumento della loro qualità di vita, insomma: vivono più a lungo e felici!

I risultati di questo progetto sono molto positivi e fanno ben sperare in un nuovo modo di coltivare la terra: più consapevole, attenta alle esigenze della natura e degli animali.