La Sicilia dice no alla plastica

Anche la Sicilia, dopo le Isole Tremiti, abbandona la plastica. I sindaci di Avola, Noto, Lampedusa, Linosa, Malfa hanno infatti vietato la vendita e l’acquisto di prodotti monouso in plastica non riciclabile, come stoviglie, posate, piatti, cannucce, bicchieri e shopper, in favore invece di oggetti biodegradabili. 

Avola e Noto (Siracusa). Secondo le direttive delle amministrazioni comunali, a partire dal 1^ agosto sarà obbligatorio l’uso di oggetti in plastica compostabile in sagre e feste pubbliche. A partire dal nuovo anno il provvedimento sarà esteso anche alle attività commerciali come bar e ristoranti. In caso di violazione delle nuove norme, saranno previste multe da 250 a 500 €, e addirittura la sospensione dell’attività in caso di recidiva.

Il provvedimento nasce a seguito dei risultati di Goletta Verde, la storica imbarcazione di Legambiente che ogni anno nei mesi estivi monitora lo stato di salute dei nostri mari. Nella provincia di Siracusa, come del resto in gran parte delle nostre coste, sono stati infatti rilevati alti tassi di inquinamento, dovuti sia alla cattiva depurazione delle acque sia ad agenti inquinanti, come appunto la plastica. Così i sindaci di Avola e Noto hanno voluto fare qualcosa di concreto, vietando tutti quegli oggetti non biodegradabili che cittadini e turisti utilizzano soprattutto durante le vacanze.

Lampedusa, Linosa e Malfa (Isola di Salina). Anche in queste isole le amministrazioni comunali hanno detto no alla plastica. In particolare, a Lampedusa e Linosa il provvedimento entrerà in vigore  dal 31 agosto, mentre a Malfa, nelle splendide isole Eolie, è in vigore già da luglio.

Con questa decisione i sindaci hanno voluto seguire le disposizioni comunitarie, che prevedono una massiccia riduzione della plastica nei mari, e allo stesso tempo facilitare lo smaltimento dei rifiuti e la raccolta differenziata e ridurre l’inquinamento sull’isola.

La plastica sta infatti minacciando l’habitat naturale di molte specie vegetali e animali: ad esempio nelle scorse settimane Oceana, l’associazione internazionale che si occupa della difesa dei mari, ha rilevato nelle Eolie la presenza di fasce di coralli minacciate dalla presenza eccessiva di agenti inquinanti. E non si tratta di un caso singolo. Sono ormai quotidiane le immagini di pesci costretti a vivere a nuotare insieme ad oggetti di plastica.

Però qualcosa si sta muovendo: si allunga sempre di più la lista dei comuni che hanno deciso di combattere l’inquinamento e diffondere una nuova cultura green tra i propri cittadini. Si spera che tanti altri seguano il buon esempio.