“Arcipelago Pulito”: i pescatori diventano spazzini del mare

In Toscana i pescatori diventano spazzini del mare, grazie al progetto “Arcipelago Pulito. I pescherecci potranno infatti lasciare in porto i rifiuti plastici raccolti con la pesca a strascico: l’obiettivo è liberare il mare dai marine litter, i cosiddetti rifiuti marini.

“Arcipelago Pulito”: come si svolge

Il progetto riguarda l’area marina compresa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, un’area di 300 km², tra le province di Livorno e Grosseto. In quest’area, come nel resto del Mediterraneo e oltre, si riversano infatti i rifiuti gettati in mare: i pescatori, intrappolati nelle reti, oltre ai pesci trovano anche grandi quantitativi di plastica.

Secondo la normativa vigente, i rifiuti marini sono considerati rifiuti “speciali”: per questo motivo i pescatori non possono portarli a riva e sono costretti a rigettarli in mare. Si crea in questo modo un circolo vizioso negativo. Grazie al progetto sperimentale “Arcipelago pulito”, invece, i pescatori potranno raccogliere i rifiuti plastici, utilizzando i “big bag”, appositi contenitori installati sulle imbarcazioni, e portarli in adeguate aree del porto. Qui saranno analizzati e smistati da esperti, che li destineranno a smaltimento o riciclo. Unicoop Firenze devolverà il ricavato dalla vendita dei sacchetti in mater-bi ai pescatori, che avranno così un ulteriore incentivo ad impegnarsi attivamente.

L’obiettivo di “Arcipelago Pulito” è duplice: da un lato ridurre la quantità di rifiuti plastici nel mare, dall’altro analizzare i materiali raccolti e il loro impatto sull’ecosistema marino. Conoscendo le quantità e le tipologie dei rifiuti, esperti e amministratori locali potranno adottare le misure opportune per contrastare il problema, anche dal punto di vista normativo. A questo va aggiunta anche una maggiore consapevolezza dei cittadini, che potranno conoscere meglio le conseguenze delle cattive abitudini.

Inquinamento: ecco i dati

I dati sull’inquinamento sono da tempo allarmanti, questo è ormai chiaro. Dei 280milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno, una grande quantità finisce nei nostri mari, e di conseguenza sulle nostre tavole.

Nel Mediterraneo, un mare chiuso in cui sfociano anche importanti fiumi, secondo le stime si raccolgono almeno 250miliardi di microplastiche, derivanti in gran parte da sacchetti e frammenti vari, per una concentrazione di circa 13,3 rifiuti ogni km². Ma la cosa peggiore è che questi dati sono in continua ascesa (si stima che raddoppieranno entro il 2050).

“Arcipelago Pulito” nasce per tutelare il territorio, coinvolgere i cittadini e diffondere consapevolezza e buone pratiche. Unicoop Firenze, Legambiente, Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare sono solo alcuni dei firmatari del progetto, che durerà 6 mesi e che sta vedendo una grande partecipazione dei pescatori coinvolti.

Si spera dunque che diventi un modello virtuoso anche per le altre regioni italiane: tutti, nel nostro piccolo, possiamo e dobbiamo fare qualcosa per l’ambiente.