Adidas: le sneaker realizzate con la plastica del mare

Sempre più multinazionali si stanno proponendo in una nuova veste, più etica e attenta all’ambiente. Un esempio è l’Adidas che, insieme all’associazione ambientalista Parley for the Ocean, ha realizzato delle sneaker con la plastica raccolta dal mare. Il risultato, in termini di vendite e branding, è stato più che positivo.

Adidas e le Ultraboost Parley

Il famoso marchio di sportwear ha abbracciato la causa ambientalista e ha realizzato 3 modelli di Ultraboost Parley, scarpe realizzate con la plastica recuperata dal mare, nei pressi delle Maldive. Come evidenziato sul sito, servono 11 bottiglie per realizzare un paio di sneaker: il 95% della scarpa (tessitura esterna, fodera e stringhe) è fatto con materiale riciclato.

L’Adidas è da sempre un marchio molto apprezzato dai giovani, che hanno fatto loro questa nuova svolta green: solo nel mese di aprile sono state vendute oltre un milione di sneaker. Segno, questo, che le multinazionali possono influire positivamente sulle scelte e sui valori di chi acquista. La nuova Ultraboost non è semplicemente una scarpa, ma, come sottolineano i designer dell’Adidas, è un simbolo che veicola un messaggio etico. Chi le indossa prende una posizione chiara e forte (si spera!).

Il marchio ha fatto suoi gli imperativi di Parley for the Ocean, adattandoli alla sua realtà industriale:

  • avoid: niente più plastica vergine nel ciclo produttivo
  • intercept: recuperare la plastica dal mare e darle nuova vita
  • redesign: puntare sull’eco-innovazione, nuovi materiali e nuovi processi produttivi

Il nuovo obiettivo è dunque trasformare una minaccia una risorsa.

L’inquinamento dei mari

Ma perché Adidas ha scelto di lottare in prima linea contro l’inquinamento marino? Gli ultimi dati sono decisamente poco confortanti: Vortex, le 5 isole di plastica sparse negli oceani, crescono ogni anno in maniera esponenziale, solo nel Pacifico ha raggiunto un peso di 79mila tonnellate.

I rischi per i mari e per la fauna marina sono evidenti. Non solo molti pesci restano intrappolati nelle reti, ma molte specie stanno scomparendo tragicamente. Come se non bastasse, anche la nostra salute è a rischio: i pesci che arrivano sulle nostre tavole ingeriscono nel loro ciclo di vita molte microplastiche, dannose per loro e per noi.

Come evidenziato dall’associazione Parley for the Ocean, non basta l’impegno quotidiano dei singoli, anche le multinazionali devono dare il loro contributo, non solo in termini di ciclo produttivo, ma anche attraverso una forte opera di sensibilizzazione. Pare dunque che l’Adidas abbia colto il messaggio e abbia intrapreso una svolta epocale. E non è l’unica. Anche la Nike ha realizzato scarpe con fibre di cuoio recuperate dalla lavorazione dei cascami di pelle, con grande successo di vendite. E poi la stilista, figlia d’arte, Stella McCartney, anche lei molto vicina all’associazione Parley for the Ocean.

Che non sia l’inizio di una nuova era in cui la monetizzazione lascia il posto alla sensibilizzazione?