I rischi dei cambiamenti climatici

Da tempo l’uomo si è reso conto dell’importanza che hanno i suoi comportamenti rispetto al preoccupante fenomeno dei cambiamenti climatici.

In passato, l’uso indiscriminato di carburanti fossili, metano e diozoto (usato in agricoltura) ha comportato un innalzamento del riscaldamento globale, un aumento cioè della temperatura media sulla terra.

Fortunatamente oggi l’atteggiamento sta cambiando e si sta correndo ai ripari, ponendo più attenzione al problema e cercando di fare scelte più consapevoli e green. L’Organizzazione Metereologica Mondiale (OMM) prevede un aumento della temperatura media globale di più di un grado, nei prossimi anni. Bisogna agire al più presto!

Già durante l’Accordo di Parigi sul Clima, svoltosi nel 2015, è stato chiesto ai paesi di tutto il mondo un concreto intervento per limitare i danni. E così le grandi potenze si sono impegnate a ridurre il più possibile le emissioni, di almeno il 5 % ogni anno, per arrivare all’80% entro il 2050.

Il riscaldamento globale è un nemico da non sottovalutare, ha infatti effetti disastrosi che, a catena, colpiscono il nostro ecosistema. L’aumento di temperatura riduce la calotta glaciale antartica che a sua volta comporta un pericoloso innalzamento del livello del mare. Ma non finisce qui, gli oceani infatti subiscono l’acidificazione dell’acqua che rende intollerabile la vita a tutto l’ecosistema marino. I paesi che ora godono di un clima temperato a breve verranno colpiti dalla desertificazione con conseguenti gravi danni all’agricoltura e si rischierà addirittura la denutrizione.

Il quadro prospettato dagli esperti non è dei migliori, serve dunque maggiore collaborazione tra le potenze energetiche, i paesi industrializzati ed emergenti, e il mondo della politica. Solo grazie ad un intervento da parte di tutti i soggetti in questione, saremo in grado di smentire le previsioni degli scienziati, e trovare soluzioni per contrastare il riscaldamento globale.