Un mare di plastica

I nostri mari sono in serio pericolo, il livello d’inquinamento da plastiche, microplastiche e sversamenti di petrolio, ha raggiunto picchi molto preoccupanti. Bisogna correre ai ripari. 

Salvaguardare il mare e gli oceani, vuol dire preservare la nostra salute. Servono provvedimenti tempestivi e concreti, che assicurino risultati positivi nella lotta al degrado ambientale. Le acque dei nostri mari, Mediterraneo in primis, stanno subendo una vera e propria invasione di rifiuti e questo danneggia molto la fauna marina. La plastica che finisce in mare non solo soffoca pesci, delfini, molluschi e tartarughe, ma altera la catena alimentare marittima, e condanna a morte certa anche gli esemplari che scambiano i piccoli pezzi di plastica per plancton, ingerendoli.

Per migliorare la situazione, si auspica di fermare la produzione massiccia di plastica usa e getta. Questo materiale, infatti, ha tempi di biodegrabilità lunghissimi: basti pensare che una busta impiega ben 10 anni a degradarsi e una bottiglia addirittura 1000. Sono otto i milioni di tonnellate di plastica che finiscono nei nostri mari nell’arco di un anno, fermare questo fenomeno è diventato di primaria importanza. Ma in che modo?

Forse è vero che a volte la necessità aguzza l’ingegno. Sarà per questo che due surfisti australiani, stanchi di raccogliere rifiuti galleggianti durante le loro uscite in mare, hanno inventato e poi realizzato, grazie al crowfunding e all’appoggio di persone che hanno creduto nel loro sogno green, il Seabin. Si tratta di un bidone aspiratutto, galleggiante, che rimuove ed elimina le bottiglie di plastica, gli idrocarburi, le tracce di detersivi, petrolio e tanto altro ancora, filtrando l’acqua del mare. Costruito in materiali riciclati, è attivo 24 ore al giorno ed è alimentato da energia alternativa a basso consumo. Grazie ad una sacca in fibra naturale, intrappola la spazzatura e le impurità, restituendo al mare la sua innata bellezza. Gli ottimi risultati ottenuti fanno pensare che a breve sarà distribuito in tutto il mondo, se ciò accadesse e venisse installato nei porti delle zone più inquinate, sarebbe il primo passo verso un mare pulito.