L’uva toscana cresce a suon di Mozart

Alle piante piace Mozart. Forse non è più un dubbio, ma una verità. Una verità che possiamo vedere coi nostri occhi al podere Il Paradiso di Frassina, vicino Montalcino, in Toscana, dove le viti crescono rigogliose a suon di musica.

Ai piedi della collina di Montosoli, tra i filari delle vigne, dove il magico panorama toscano fatto di boschi, pascoli e verde intenso si perde in lontananza all’orizzonte, la musica barocca di Mozart accompagna la crescita dell’uva, creando un’atmosfera unica, lontana da ogni spazio e tempo.

Musica, natura e scienza

Non è solo una questione di romanticismo e piacere per le orecchie, ma anche e soprattutto di scienza. È infatti risaputo che la musica abbia effetti benefici non solo sulle capacità cognitive umane ma anche sulla natura. Le ricerche che attestano questa teoria sono numerose. Già in Cina è ormai uso comune ‘far ascoltare’ musica alle piante, poichè si ritiene che queste riescano a percepire le vibrazioni trasmesse dalle note musicali. Queste idee trovano conferma in numerosi studi e soprattutto nelle ricerche di Neurobiologia vegetale: secondo questa branca scientifica, le piante sono in grado di percepire le onde sonore provenienti dal mondo esterno a livello cellulare, dunque elaborare e ritrasmettere impulsi, in una sorta di comunicazione completa ed efficace.

Mozart e l’uva: gli effetti

Nel podere Il Paradiso di Frassina, la musica di Mozart regala ad agricoltori e visitatori energia positiva e rilassante e, allo stesso tempo, contribuisce alla crescita delle viti. Sarà un mistero o un esperimento strampalato (così come lo ritengono gli altri coltivatori della zona), ma i risultati sono evidenti: foglie rigogliose e uva che matura prima. Pare infatti che la musica del compositore austriaco abbia un duplice effetto: migliora il sistema immunitario delle piante e allontana i parassiti, permettendo all’uva di crescere sana e forte, in tempi più brevi. Se tutto ciò fosse vero, le ricadute sull’agricoltura ecosostenibile sarebbero rivoluzionarie, in quanto si avrebbe una riduzione dell’uso di pesticidi e sostanze chimiche. Con effetti positivi sulla nostra salute e sulla qualità del cibo che consumiamo.

Già dal 2006 anche le Università di Firenze e di Pisa stanno studiando e monitorando la situazione, con la speranza di trovare un’alternativa green alle moderne tecniche agricole.