Inquinamento luminoso

I più romantici sanno che non c’è niente di meglio di una notte con il naso all’insù, a rimirar le stelle. E se prima la difficoltà era intercettare le stelle cadenti, per poter esprimere un desiderio, ora invece è sempre più arduo poter ammirare il cielo stellato. A causa dell’inquinamento luminoso, la Via Lattea è diventata invisibile ad un terzo della popolazione mondiale.

Il problema dell’inquinamento luminoso dilaga in ogni angolo del mondo ed è causato da un uso irresponsabile della luce artificiale. Purtroppo l’Italia ha il triste primato di avere la più ampia percentuale di territorio inquinato a livello europeo. Molti sono gli impianti, infatti, che non rispettando l’ambiente, emettono fin troppa luce o non sono a norma creando disagi al pianeta, agli animali e all’uomo.

Ma sia gli studiosi che i ricercatori scientifici non hanno intenzione di rimanere con le mani in mano e, dopo opportune ricerche, hanno mappato i vari paesi per capire come si sta diffondendo il fenomeno e come contrastarlo. Nel 2016 hanno creato un atlante mondiale dell’inquinamento luminoso, pubblicato poi sulla rivista Science Advance.

I risultati sono preoccupanti: paesi come Singapore, Kuwait, Emirati Arabi e Argentina sono i più inquinati, a differenza di zone come il Ciad, la Repubblica Centrafricana e il Madagascar che per ora sono immuni da questo problema a causa di condizioni economiche disagiate.

I danni creati dalla troppa illuminazione non coinvolgono solo l’ambiente e gli animali, alterando i flussi migratori degli uccelli, le fasi della caccia e la stagione dell’accoppiamento ma si fanno sentire anche sugli uomini.

Molteplici gli effetti indesiderati riscontrati nell’uomo, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La troppa luce comporta conseguenze gravi sul nostro bioritmo: a causa di un ciclo circadiano di sogno-veglia alterato, si è notato un’insorgenza di patologie quali il diabete, l’obesità e la depressione. In pratica un uso spropositato di luce, comporta una minore produzione di melatonina, una qualità del sonno scarsa e alterazioni dell’equilibrio psicofisico.

Le associazioni ambientaliste hanno chiesto al Governo di intervenire con seri provvedimenti affinché si corra ai ripari, e già nel 1997 sono state emanate le prime leggi a riguardo. Purtroppo la strada è ancora in salita ma, con un po’ di attenzione e rimedi ad hoc, si potrà in futuro ottenere risultati positivi. Per ora dobbiamo accontentarci delle leggi che limitano la dispersione verso l’alto del flusso luminoso proveniente dalle sorgenti di luce artificiale. Le leggi sono rivolte a tutti i nuovi impianti, sia pubblici che privati, e prevedono anche divieti per l’uso di fasci di luce per la pubblicità, lo spegnimento di luci che illuminano palazzi o monumenti dalle ore 23 fino alle 6 del mattino, l’esistenza di luci di sicurezza per la città con sensori di movimento o timer.

Un approccio pratico, che preveda un migliore orientamento di lampioni stradali e illuminazioni pubbliche, favorirà la nostra salute e assicurerà anche un notevole risparmio economico. Basti pensare che a causa dell’inquinamento luminoso ogni anno si sprecano ben 250 milioni di energia.