Biomimicry: quando la natura ispira la tecnologia

La natura ogni giorno trova il modo di stupirci ed è per questo che molti ricercatori scientifici, se si trovano di fronte a problemi tecnici apparentemente irrisolvibili, si rifanno alla biomimicry.

La biomimicry permette, infatti, di considerare la natura come guida e fonte di ispirazione per migliorare la nostra tecnologia con risultati ottimali. Studiare i processi biologici e biomeccanici di Madre Natura e degli animali comporta un nuovo modo di progettare: vincente ed innovativo.

Gli esempi sono innumerevoli e tutti positivi. Avremo così materiali idrorepellenti che si ispirano alle foglie di loto, caratterizzate da microscopiche sporgenze che allontanano l’acqua e rendono la loro superficie molto simile alla cera. Componenti di razzi spaziali o di aerei costruiti seguendo la struttura degli alveari delle api, capaci di sopportare il peso di una massa cento volte superiore alla propria. E ancora: grattacieli costruiti in paesi dal clima torrido, senza sistema di ventilazione ma edificati ad immagine e somiglianza dei termitai (veri capolavori d’ingegneria animale) seguendo principi di auto-raffredamento eccellenti, che garantiscono la giusta temperatura ed un risparmio energetico del 90%.

Gli animali hanno avuto millenni per evolversi e sono riusciti ogni volta ad adattarsi alle situazioni più varie ed estreme, per questo sono i migliori insegnanti da cui poter imparare un’importante lezione: la perfezione del mondo naturale deve essere oggetto di studio oltre che di ammirazione.